Al via la DivinMangiando in tour 2025, la gara gastronomica promossa da Vittoria Tassoni cuoca dell’Alleanza Slow Food Viterbo e Tuscia, con Slow Food Costa della Maremma Laziale, e con la collaborazione con l’Associazione Italiana Food Blogger. Da Tarquinia la challenge si estende a tutta Italia coinvolgendo food blogger di tutte le regioni.
Divin mangiando 2025
Il progetto 2025 è sostenuto dal Comune di Tarquinia, di Slow Food Viterbo e Tuscia e come partner vanta aziende agroalimentari del territorio. I 15 food blogger e food writer di tutta Italia hanno ricevuto una scatola misteriosa con prodotti locali di qualità per creare ricette originali.
Tarquinia, la sua storia ed il suo territorio
La città di Tarquinia, l’etrusca Tarkna, sorge a 133 slm e vanta origini molto antiche e rientra nei siti Unesco. Un territorio ricco di storia, natura e di ottimi prodotti alimentari. L’ideale per una vacanza rilassante all’insegna della cultura e del buon cibo.
Cenni storici
Secondo le ricerche archeologiche il più antico sito urbano risalirebbe all’età del Bronzo finale (XII secolo a.C.), anche se solo a partire dall’VIII secolo a.C. abbiamo notizie della nascita della città. Fu uno dei centri etruschi più importanti fino al 295 a.C. quando fu conquistata da Roma e divenne VII regione de dell’Etruria. Nel corso del Medioevo fu al centro delle dispute tra Roma e Viterbo. Nel XV secolo entra a far parte dello Stato della Chiesa e perde la sua funzione di porto a causa della costruzione di Forte Michelangelo a Civitavecchia.
Il territorio tarquiniense
Il territorio tarquiniese si estende dai boschi dell’entroterra viterbese fino alle acque del Mar Tirreno, sul quale si affacciano le spiagge del lido. La zona è attraversata dai fiumi Marta e Mignone e dal torrente Arrone. Il suolo è in parte di origine vulcanica nel versante verso il mare, argilloso e calcareo verso l’entroterra. Durante gli anni del fascismo il territorio è interessato da un massiccio programma di bonifiche. In seguito alla riforma agraria del 1950: due provvedimenti contribuiscono al rilancio del settore agricolo.
Enogastronomia
Queste caratteristiche permettono variegate coltivazioni di prodotti agricoli. Numerose sono le aziende agricole che producono olio, vino, farine, nocciole, miele, legumi e coltivano i campi ad agricoltura biologica e sostenibile. Si tratta di attività di filiera corta, certificate biologico, che lavorano all’insegna della qualità, genuinità e sostenibilità del prodotto, tutte caratteristiche che conferiscono al risultato finale caratteristiche di eccellenza.
Le aziende partecipanti Divin Mangiando 2025
Numerose le realtà locali agroalimentari, vitivinicole, olivicole, che hanno aderito con entusiasmo al progetto.
Olio
Olio Evo Olitar prodotto da Alessandro Scibilia, il frantoio Presciuttini, l’olio di Cartamo dell’azienda Elisir di lunga vita.
Vini
Az. Terre Giorgini e Az Anna Elisei
Agroalimentare
L’azienda La Turchina, la pasticceria Gentili, l’azienda agricola e biologica Valentini, la Opcot, cooperativa ortofrutticola di Tarquinia, e Semina di Alicenova sinergie solidali, Perle della Tuscia.
Miele e creme spalmabili
L’azienda Fabrizio Ercolani produce un miele di alta qualità dai molteplici usi culinari. Tra le onlus partecipanti da menzionare il gel di rose Campo delle rose. Non potevano mancare le creme spalmabili a base di nocciole locali con le aziende la Nesler e Nativa.
Come nasce il pasticcio di patate alla crema di lenticchie e pomodoro al gianduia
La creazione della ricetta proposta è stata molto difficile. Tanti erano i prodotti a disposizione per elaborare un piatto originale. Agli alimenti a disposizione: passata di pomodoro dell’azienda biologica Valentini, il gianduia della Nativa e lenticchie di Onano delle Perle della Tuscia, ho aggiunto vino bianco per sfumare il sugo, e patate della cooperativa agricola. Le lenticchie di Onano, dette anche lenticchie dei Papi, presentano la caratteristica della buccia sottile, digeribile ed il loro sapore delicato.
Ho ideato un pasticcio di patate con morbido cuore di crema di lenticchie al sugo e gianduia. Questo piatto è versatile, si presta bene come piatto unico o antipasto. Ideale per i vegetariani e per chi vuole improvvisare un antipasto che possa accontentare tutti i palati. Tagliato a quadrotti o a dadini, il pasticcio può diventare un gustoso food finger.
I prodotti delle aziende utilizzate per la ricetta
Agriturismo Valentini è una realtà a conduzione familiare che lavora nel settore agricolo da circa 20 anni. Produzione biologica e certificata, con occhio attento alla genuinità e stagionalità del prodotto.
Perle della Tuscia è un’azienda attiva dal 1948 e attualmente è specializzata nella coltivazione di varietà di legumi, cereali e tuberi. La particolarità di questi prodotti consiste nella bollitura senza ammollo preventivo che accelera il processo di cottura previsto per altre tipologie di legumi.
Nativa è un’azienda certificata biologica che produce nocciole, creme spalmabili, oli all’insegna della qualità della materia prima. I fertilizzanti utilizzati sono di origine naturale. I prodotti non contengono coloranti, né additivi o conservanti. I procedimenti di produzione sono tracciati e controllati. Una garanzia di eccellenza e qualità.
- DifficoltàMedia
- CostoEconomico
- Tempo di preparazione1 Ora 3 Minuti
- Tempo di cottura1 Ora
- Porzioni12Pezzi
- Metodo di cotturaBollituraForno elettricoFornello
- CucinaVegetariana
- StagionalitàAutunno, Inverno e Primavera
Ingredienti
Strumenti
Passaggi
Bollitura delle lenticchie
Aprite la confezione di 250 gr. di Lenticchie di Onano Perle della Tuscia. Lavatele e mettele a bollire in una pentola con 500 ml di acqua fredda. Aggiungete l’acqua restante man mano che le lenticchie l’assorbono.

Aggiungete un cucchiaino di sale e mescolate le lenticchie.

Scolate le lenticchie nello scolapasta, quindi ponetele in una ciotola

Salsa di pomodoro e gianduia
Sminuzzate la cipolla, la carota ed il sedano sul tagliere. In una pentola versate l’olio Evo Flos 42 e aggiungete gli odori. Mettete a soffriggere.

Sfumate il soffritto col vino bianco Palus di Anne Elisei

Aggiungete quindi la passata pomodoro e basilico Valentini.

Nel sugo caldo fate colare lentamente il Gianduia Nativa e continuate a girare il sugo finché il cioccolato non sia completamente sciolto. Aggiungete le lenticchie e mescolate a fuoco lento per 5 minuti. Togliete la pentola dal fornello e mettete il composto a raffreddare.

Prendete il mixer e frullate il composto fino ad ottenere una crema liscia e composita

Bollitura delle patate
Prendete una pentola grande e mettete a bollire le patate per 30 minuti.
Scolate le patate, sbucciatele e mettetele in un piatto

Prendete lo schiacciapatate e una ciotola e schiacciate le patate. Aggiungete un uovo, il parmigiano, il pepe, una presa di sale e metà pecorino. Girate e mescolate fino ad ottenere una crema densa e corposa.

Preparazione del pasticcio e cottura
Prendete una pirofila rettangolare e versatevi l’Olio Evo Flos 42 con un filo di pangrattato. Prendete la ciotola con la crema di patate e tagliatela in due con l’aiuto di una spatola. Stendete la metà del composto di patate nella pirofila con la spatola.

Prendete la crema di lenticchie e versatela sul composto di patate nella pirofila. Stendela con la spatola e versatevi sopra una spolverata di pecorino romano grattugiato

Prenete le patate restanti e coprite le lenticchie. Versate il pangrattato e l’ultima spolverata di pecorino. Mettete in forno a 220 gradi per mezz’ora.

Tirate fuori il pasticcio dal forno e lasciatelo freddare. Tagliate il pasticcio a fette verticali e orizzontali e servite. Buon appetito a tutti!!!!!

Il pasticcio si può conservare per 2/3 giorni in frigo. Mettete gli avanzi in un contenitore ermetico, oppure in un piatto coperto con pellicola e conservatelo in frigo.

