Al via dal 28 febbraio al 28 giugno 2026, la mostra “L’ ultimo Matisse – Morfologie di carta” presso il Museo Storico della Fanteria di Roma. La mostra nasce dall’ iniziativa culturale promossa dal Ministero della Difesa, patrocinata dalla Regione Lazio e Città di Roma in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, realizzata da Navigare srl e curata da Vittoria Mainoldi.

Per la prima volta a Roma sono esposte oltre 100 opere del maestro francese provenienti da collezioni private. L’esposizione si snoda in quattro sezioni che accolgono le creazioni dell’ultimo Matisse fino alla morte avvenuta a Nizza nel 1954. Le opere esposte ripercorrono il periodo più difficile e travagliato dell’autore malato di tumore e con mobilità ridotta. Costretto alla sedia a rotelle, Matisse sostituisce le forbici al pennello e la carta alla tela dando vita a un nuovo linguaggio figurativo espresso in un’esplosione di colore.
Le sezioni della mostra
La mostra si articola in quattro sezioni tematiche, contraddistinte da diversi colori, che ripercorrono il nuovo stile espressivo del maestro a partire dal 1940, in seguito al distacco dall’avanguardia Fauvista e alle successive esperienze artistiche.
Verve
La prima sezione della mostra, intitolata Verve dalle pareti blu, è dedicata alla rivista d’arte diretta da Tériade e documenta il sodalizio tra Matisse e l’editoria d’avanguardia. Le sale ospitano 44 litografie a colori e disegni in bianco a nero tra cui le celebri: La Tristesse du Roi, La Gerbe, La Negresse e Bleu Nu.
Fanno parte dell’esposizione anche i celebri papiers découpés, fogli di carta dipinti a guazzo e poi ritagliati che segnano una svolta nella storia dell’arte del Novecento e nella grafica.

Libri
Nella seconda sezione, Libri, delle sale a pareti gialle, sono esposti 24 disegni su carta velina in tiratura unica limitata realizzati da Matisse per il saggio poetico Une fête en Cimmérie di Georges Duthuit, e per il romanzo epistolare Lettres Portugaises. Attraverso la linea continua del disegno, il maestro francese realizza una serie una serie di ritratti per il libro di Duthuit, senza mai staccare la penna dal foglio bianco, che da spazio vuoto diventa spazio integrante della composizione.
Jazz
La terza sezione intitolata Jazz, colore fucsia, è quella che maggiormente rappresenta l’innovazione tecnica di Matisse. Si tratta di 20 tavole litografiche che il maestro realizzò a Vence tra il 1943 e il 1944 durante la seconda guerra mondiale mentre era costretto in sedia a rotelle. Inizialmente intitolato Le Cirque, poiché molti soggetti ritraggono acrobati e clown, Matisse scelse poi Jazz per richiamare l’affinità tra le sue forme colorate e le improvvisazioni ritmiche tipiche di quel genere musicale. Quest’ opera segna il passaggio definitivo ai ritagli di carta, con colori puri e vibranti, forme piatte ed essenziali unite a testi manoscritti a pennello.

Disegno
La quarta sezione di colore nero, dedicata al disegno, conclude la mostra con 25 litografie. Matisse considera il disegno un’opera compiuta, una pratica centrale e autonoma: non una semplice fase preparatoria, ma un mezzo per osservare e definire le forme. Negli ultimi anni, l’artista porta questa ricerca all’estremo con grandi disegni a carboncino, raggiungendo una libertà gestuale totale. La serie dei nudi femminili degli anni Quaranta rappresenta il culmine di questa evoluzione: poche linee sicure definiscono il corpo, sfiorando l’astrazione.

